Per il 2008 gli interventi della Fondazione si ispirano a tre modelli progettuali: · Uomini di Mare: progetto rivolto a minori con disagio sociale, anche con precedenti penali, problemi di scolarizzazione e a giovani con disabilità · Mercurio: progetto interculturale · Wellness: progettorivolto a minori e adulti malati 1) IL PROGETTO UOMINI DI MARE Uomini di Mare è destinato ai minori in difficoltà, provenienti dell’area penaleo con problemi di scolarizzazione e ai giovani con disabilità.Il progettoè articolato in cinque diversi moduli, indipendenti o consequenziali, che possono rappresentare “episodi formativi” a sé stanti o tappe di un percorso più articolato. Si comincia con alcune esperienze di navigazione, occasione per conoscere se stessi, gli altri e il nuovo contesto offerto da Nave Italia. Le tappe successive prevedono progetti educativi e formativi finalizzati al sostegno scolastico e formativo ed eventualmente all’inserimento nel mondo del lavoro. 2) IL PROGETTO MERCURIO Tender To ha scelto di dedicare particolare attenzione al dialogo interculturale, a partire dalla decisione del Parlamento Europeo di dichiarare il 2008 “Anno dell’Intercultura”. La proposta di una nave che si fa promotrice dei valori di pace e di incontro tra le persone e i popoli proprio attraverso il mare e la navigazione trova supporto nella mission e nelle finalità della Fondazione. Mercurio propone a gruppi di giovani e adolescenti un’esperienza di viaggio nel Mediterraneo come occasione di una riflessione comune tra i diversi popoli e le diverse culture che si affacciano su questo mare. 3) IL PROGETTO WELLNESS I progetti Welness, rivolti a minori e adulti malati, pazienti oncologici, soggetti affetti da disturbi della salute mentale, propongono percorsi animativi, educativi, riabilitativi e terapeutici di tipo relazionale. I progetti offrono periodi di navigazione durante la quale gli ospiti sono coinvolti nella vita di bordo, nei compiti di conduzione della nave e in attività specialistiche. Si vuole così rispondere ai bisogni espressi dal settore della “convalescenza non medica” del paziente e della sua famiglia, ma anche all’esigenza di divertimento e di intrattenimento al di fuori delle mura ospedaliere per i bambini malati con un miglioramento della qualità della vita.
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